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Poesia Campo di papaveri (Auddino Elena)

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Campo di papaveri


Il campo di papaveri ondeggia
alla carezza del vento.
Correvamo felici sul campo
di papaveri, ci lasciavamo
cadere tra i suoi petali,
era un frenetico
baciarsi e sussurrarsi “ti amo”,
stringersi fino a sentire
il fuoco sulla pelle,
il battito impazzito del cuore,
lo sguardo perso
nell’immenso azzurro.
Rivedo l’impronta dei nostri corpi,
su quel letto di papaveri.
Mi coprivi di petali rossi,
come fossero monili d’oro.
E ancora oggi ho sulle labbra
il sapore dei tuoi baci
e nel cuore quella musica divina
che rimane all’infinito.
E’ dolore vivo, il ricordo
delle tue carezze sul mio viso,
e la tua bocca, i tuoi baci, le tue mani…
Ma a che serve ormai quel campo
di papaveri ondeggianti?
Tu, amore, non ci sei più…
Sei in quell’immenso cielo azzurro
e io non ti vedo.
E nessuno ormai vedo,
né… musica odo.
Il tempo ormai è … solo nostalgia.
Mi strazio, sola.
Vi prego, non toccate
quel campo di papaveri!
Lasciate che ancora ondeggi
alla carezza del vento
e che il vento mi riporti ancora
il profumo della sua pelle,
l’eco delle sue parole d’amore,
le nostre risate di gioia.
No, non toccate il “mio”
campo di papaveri!
Lasciate che ancora ondeggi
alla carezza del vento,
che conservi l’impronta di altri corpi
e sia testimone del loro amore,
dei loro sguardi persi nell’azzurro.
Lasciate che di altri sia culla
di sogni, di speranze e di promesse,
di amori e di catene invisibili.
Lasciate che di altri sia
testimone di felicità raggiunte!



Auddino Elena


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