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Miagolio sommesso
Nel vacuo silenzio di un torrido agosto la gatta, distesa sotto l’ultimo cespuglio di calle,
sonnecchia con occhio socchiuso.
La guardo, sembra un soffice tappeto magico che, ad ogni respiro, si muove pronto a partire
verso mondi di sogno.
Nel vacuo silenzio di questo torrido agosto la mia mente si stende sotto la calma di un giardino solitario che mi ripara, come un naturale rifugio, da angosce lontane.
Sono già libera, l’anima vola sul magico tappeto.
Il ronzio del motore felino si accompagna al sommesso miagolio dei miei ricordi.
Un flebile “miao”: il cuore sussulta, è una carezza amata.
Delle fusa insistenti: il cuore si anima, è una ninna-nanna adorata.
Un miagolio prepotente: è parte della mia interiorità che si affaccia imperiosa alla vita.
Sogni, ricordi, realtà; in un guizzo senza suono l’alito interno inizia a soffiare.
Il risveglio dei sensi passa tra mille dolci campanelli che risuonano nel profondo.
La nota finale, acuta e brillante, risuona in me facendo vibrare le corde dell’anima.
Si trasforma pian piano in un sommesso miagolio.
E’ giunta la fresca sera, la gatta quasi per caso mi guarda.
Odo nei suoi occhi l’onda vibrante di un fiero moto.
L’imperativo al movimento sgorga dal nostro profondo, gorgogliante come una sorgente, si trasforma in ruscello squillante.
L’anima esulta e canta l’inno più bello: la vita.
Giulia Vannucchi
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