Opere
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Miraggio di un meriggio d'estate
Pigro è il corpo
pigra è la mente
nell’ovattato silenzio del meriggio.
E l’occhio assonnato segue
ed insegue sogni disegnati in cielo
mutevoli e incantati.
Batte l’orologio tre colpi
e attacca la cicala la nenia antica, che,
sola, ha imparato chissà da quanto…e altro non sa.
E il tempo pare parcheggiato
tutt’intorno
e pur se l’orologio aggiunge un colpo
nulla di nulla cambia
e pure il sonno esita, mi prende…s’interrompe,
ché un passare d’uccelli lo distrae.
E guardo…continuo a guardare
un sogno che invento pigramente
a mano a mano:
il solo segno che ancora sono qui, ad aspettare…
Quando poi l’azzurro si tramuta
in un tenero rosa, poi rosso sullo sfondo
il tempo mette il timbro e passa il giorno.
E l’ingranaggio impietoso mi risucchia
e nel vortice suo incandescente
mi ritrovo a pulsare, costretto, e senza sogni.
Armando Bettozzi
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